euro-spinelli

di Davide Diverio*

Valori comuni e vizi privati

Davide Diverio, professore @unimi #milano dal caso Ungheria spiega il ruolo dei #dirittiumani come criterio di allargamento #UE

Da quando gli Stati dell’allora CEE hanno stabilito – non tutti con la medesima convinzione – che fossero maturi i tempi perché da progetto essenzialmente economico la Comunità mirasse a divenire un’Unione (anche) di carattere politico, ci si è chiesto su quali valori essa si dovesse fondare. Prima di rispondere, e prima ancora di citarli, occorre ricordare che essi sono qualificati dal Trattato come «comuni agli Stati membri» (art. 2 TUE). Dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto, rispetto dei diritti fondamentali sono «valori comuni» perché rimandano direttamente al patrimonio di civiltà giuridica e politica di tutti gli Stati membri. Ciò, tuttavia, non significa che gli Stati debbano annullare le loro differenze omologandosi fra loro. È infatti nel confronto e nella condivisione reciproci che tali valori, sorta di minimo comune denominatore della comune tradizione democratica occidentale, devono anzi arricchirsi di nuove connotazioni e accezioni. Si noti che nel citato elenco, come si conviene ad un Trattato istitutivo di un’organizzazione internazionale (e così come ad una Costituzione di un moderno Stato di diritto), non trovano spazio istanze di stampo differente quali, ad esempio, quelle di matrice religiosa o confessionale.

L’individuazione di questi valori risulta poi ancor più essenziale visto che può aderire all’Unione europea solo lo Stato «europeo» (e su cosa questa indicazione geografica effettivamente significhi occorrerà discutere, prima o poi) che li rispetti e si impegni a promuoverli. Alla luce di queste scarne premesse e del meccanismo vigente, senz’altro imperfetto, di verifica del rispetto di tali valori da parte degli Stati già membri dell’Unione (art. 7 TUE) deve suonare del tutto inaccettabile che, alle richieste di chiarimento sulle recenti riforme della Costituzione ungherese, la Commissione si sia sentita rispondere dal Premier di quello Stato, più o meno, così: “Il nostro è un Parlamento sovrano, non intromettetevi”.

*Davide Diverio insegna Diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi di Milano

Perché Euro-Spinelli
Altiero Spinelli è considerato uno dei padri fondatori dell’Unione Europea. Durante il Fascismo fu condannato al confino sull’isola di Ventotene e lì, con Ernesto Rossi, scrisse il Manifesto di Ventotene. Il documento invitava un’Europa distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale a diventare un’unica patria europea. Il documento è visionario. La rubrica di S28 Mag EuroSpinelli, curata dal Professor Davide Diverio, docente di Diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi di Milano, vuole raccontare le leggi, i meccanismi di funzionamento e le possibilità che l’Unione Europea offre ai suoi cittadini. E ai non cittadini.

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