nude look

di Marco Valsecchi

Storie di culture sintetiche

e se invece di #secondegenerazioni parlassimo di “prima generazione e mezza”? @MarcoValsecchi dopo #smapexpo

Ci ragionavo un anno fa insieme ad Abdelfattah (per gli italiani Alberto) alla Smap Expo, la fiera dell’immobiliare marocchino di Milano (la prossima è a novembre, andateci). Eravamo nell’area concerti, circondati da ragazzini vestiti come ci si veste a 17 anni in piazzale Lotto che chiacchieravano in arabo e ballavano sulle note di un violino. Parlavamo delle “prime generazioni e mezza”. Cioè tutti quegli immigrati arrivati in Italia in età scolare. Gente nata in Marocco (in questo caso) e cresciuta in famiglie marocchine, frequentando però scuole italiane e imparando a muoversi senza sosta lungo un continuum che va da una lingua all’altra, da una cultura all’altra. Un esempio unico di interculturalità, il loro. Con tutte le difficoltà che comporta: tipo quella di essere considerati marocchini dai “veri” italiani e italiani dai “veri” marocchini. Come inquadrarli? Come una risorsa, direi. Visto che sono i primi ad aver realizzato una vera sintesi delle due identità. Una sintesi concreta, che si portano dentro. Eppure di loro scommetto che non ne avete mai sentito parlare. Nulla di strano, in realtà, visto che – nel silenzio della politica – il termine “prima generazione e mezza” l’abbiamo inventato io e Abdelfattah.

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