Voci dall'Europa

di Daniela Persico*

Sylvain George, uprising’s director

Sylvain George created a film during a @filmmaker013 workshop: Seize the time and the internal borders of society

When the term “resistance” is used, its political meaning is often associated to the concept of “persistance”. Cinematographic image should be soaked of “persistance” in order to be able to radicalize reality. Sylvain George is a young filmmaker who is practicing this concept in his solitary and obstinate work. Since ten years he has been searching for a new cinematographic form which might be able to give dignity to migrants and people marginalized. Sylvain George intransigently faces a political system that seems not willing to take care of the desperation of the Others. George’s rigorousness explicates itself in a renewed vision, which is an outcome of the director’s ability to sieze the day and reveal its symbolical payload.

Calais’ docks, burned fingertips, hooded heads constitute a magma of filmed images, from which Sylvain George extrapolated an incandenscent tryptique: L’impossible (2009), Qu’ils reposent en révolte (2010), e Les éclats (2011). Three film that interpret the border between national identity and new forms of citizenship, in a manner that shows how this border is closed, even though it is constructed on the myth of transmediality.

In virtue of the rigorous approach through which this young French filmmaker is strongly and passionately tackling big issues of our time, Filmmaker Festival (an Italian based film festival that had been exploring border of international cinema since its foundation) invited Sylvain George since his first cinematographic essays. Since then it has been possible to see the extent to which he drew from the political cinema of filmmakers such as Godard and Marker.

Through the years a wide range of International film festivals had screened and awarded George’s works – BAFICI of Buenos Aires, Cinéma du Réel in Paris, and Venice Film Festival – mainly because of his ability to construct a new imagination.

Filmmaker Festival recently invited the director to shake a bunch of young directors of Milan area, in order to let them create a collective film based on Walter Benjamin‘s precepts. The workshop title was Seize the time, and Sylvain George through his educational approach showed his practices in the approach to the city, so relevant for his work of political and experimental director.

From 5th to 11th of September 2013 participants, after having chosen places and objects to film, shot once per day and then submit their work to Sylvain George for his critical supervision. The names of this crew are: Letizia Buoso, Francesca Balbo, Fatima Bianchi, Enrico Casagrande, Margherita Cascio, Giulia Coccovoli, Antonio Di Biase, Giuffrida Christian, Giulio Ortolani, Titta Cosetta Raccagni, Maria Ruido. This collective film will be presented at the next edition of Filmmaker Festival (29th november – 8th december, Spazio Oberdan e Cinema Palestrina, Milano). A way to discover the forgotten city, between historical memory and new citizens.

How to support Filmmaker Festival crowdfunding campaign on Kapipal

Daniela Persico is head programmer of Filmmaker Film Festival.

Sylvain George, regista della rivolta

Quando si parla di resistenza, il significato politico si associa alla persistenza che l’immagine cinematografica dovrebbe possedere per radicalizzare la realtà. Tale pratica corrisponde al lavoro solitario e ostinato di un giovane cineasta come Sylvain George che, da oltre dieci anni, ricerca una nuova forma cinematografica in grado di dare la giusta dignità ai migranti e agli emarginati della società. La sua intransigenza nei confronti di un sistema politico che non si fa carico della disperazione dell’altro si esplica in una visione rinnovata, frutto dell’abilità di cogliere l’attimo fuggevole e svelarne la portata simbolica.

Dal magma di immagini filmate, i moli di Calais, i polpastrelli bruciati e i volti incappucciati e segnati dallo sferzare del vento, Sylvain George ha realizzato un trittico incandescente: L’impossible (2009), Qu’ils reposent en révolte (2010), e Les éclats (2011), tre film che interpretano il tema della frontiera tra identità nazionale e nuova cittadinanza, in un mondo che mostra le sue chiusure nonostante il mito della transmedialità.

Proprio per il rigore con cui questo giovane cineasta francese sta affrontando le grandi questioni della contemporaneità, con vigore e passione, Filmmaker Festival – da sempre attento alle nuove “frontiere” del cinema internazionale – ha invitato l’autore fin dai primi film saggio, che lasciavano intravedere la sua filiazione dal grande cinema politico di Godard e Marker. Negli anni i festival internazionali hanno invitato le sue opere (premiate con riconoscimenti internazionali, avendo partecipato ai più rilevanti festival come BAFICI di Buenos Aires, Cinéma du Réel di Parigi e la mostra veneziana), in grado di rappresentare un nuovo immaginario che va coraggiosamente costruendosi.

Filmmaker ha invitato l’autore a provocare un gruppo di giovani registi dell’area milanese per realizzare un film collettivo sui dettami di Walter Benjamin. Con il titolo Seize the Time, il workshop ha convertito in chiave didattica la sua prassi nell’approccio alla città che da sempre contraddistingue il lavoro d’autore di cinema politico e sperimentale.

Dal 5 sino all’11 di settembre, i partecipanti, dopo aver scelto luoghi e oggetti da filmare, hanno effettuato una sessione al giorno di riprese, che successivamente hanno sottoposto alla supervisione critica di Sylvain George. Letizia Buoso, Francesca Balbo, Fatima Bianchi, Enrico Casagrande, Margherita Cascio, Giulia Coccovoli, Antonio Di Biase, Giuffrida Christian, Giulio Ortolani, Titta Cosetta Raccagni, Maria Ruido sono i giovani filmmaker che hanno dato vita al film collettivo che sarà presentato al prossimo Filmmaker Festival (29 novembre – 8 dicembre, Spazio Oberdan e Cinema Palestrina, Milano). Per scoprire una città dimenticata, tra memoria storica e nuovi cittadini.

Sostenere Filmmaker: http://www.kapipal.com/filmmakerfest

*Daniela Persico, responsabile programmazione filmmaker festival

**Filmmaker è uno dei festival che hanno dato il loro supporto al premio Critica In Movimento promosso da Perypezye Urbane. Il premio mette in palio 1000 euro per chi realizza la miglior video recensione di un film o di uno spettacolo di danza o teatro.
Tutte le info: www.studio28.tv/criticainmovimento2013

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