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Il Juice

L’arte del liveblogging

intervista a @maliweil sull’esperimento #StayAnimalSpirit: il liveblogging di una performance artistica funziona?

Performance (im)possibile: il teatro sulle tracce del web. I Mali Weil – tra l’altro produttori del format Art Coefficient su ShareCulture) ci spiegano come e perché hanno deciso di annullare lo steccato del teatro in occasione di Animal Spirit, ultima produzione presentata a Milano a novembre al CRT-Teatro dell’Arte. Nella data del 16 novembre Perypezye Urbane ha coordinato e animato una narrazione in tempo reale della performance, uno dei primi esperimenti di liveblogging di una performance artistica.

Performance in rete: coinvolgimento o sovraccarico sensoriale del pubblico?

Per quel che riguarda il pubblico on line: assolutamente coinvolgimento. Il pubblico in sala aveva una doppia possibilità: poteva interagire direttamente con la blogger o intervenire virtualmente tramite l’hastag #StayAnimalSpirit durante o dopo il “qui ed ora” della performance. L’evenienza del sovraccarico di stimoli era così scongiurata o quantomeno controllabile dalla scelta dei singoli.

In generale la nostra sensazione è che ormai nella proiezione della realtà in rete ci si destreggi discretamente, abituati come siamo a creare narrazioni digitali di ogni aspetto della nostra quotidianità attraverso post, commenti, foto o a finire nelle narrazioni altrui… Ogni prodotto ha un corrispondente web, ogni pubblicità ha un QR in un angolo, ma la possibilità di dare un senso estetico, poetico e magari anche politico a questo network è una sfida ancora da affrontare.

Condivisione virtuale di un processo artistico: quali i nuovi scenari che si delineano in conseguenza dell’avvento delle nuove tecnologie dal vostro punto di vista?

L’esperienza è troppo nuova per parlare in generale, ma in un progetto artistico come Animal Spirits, che nasce per essere partecipativo, sicuramente la possibilità di narrare in real time le fonti e la mitologia del lavoro, viralizzandola sul web in un modo anche esteticamente controllato, aggiunge livelli performativi inediti e da esplorare.

Ad esempio, per promuovere la “Live Blog performance” si è condiviso il concept stesso del progetto sotto forma di domande “rituali” con scrittori, blogger e utenti web, che l’hanno reinterpretato (sul sito i nomi di tutti i narratori).

Ciò offre ad artisti e pubblico nuove possibilità di condividere un immaginario, inaugurando una galleria degli specchi virtuale in cui ogni atto artistico viene rifratto e moltiplicato all’infinito da altre voci, altri interventi. Questo è assolutamente il linea con i nostri tentativi precedenti di porre il visitatore in una posizione attiva, di permettergli di vivere un’esperienza reale.

Le possibilità offerte dal “virtuale”, dai suoi tempi istantanei, dai suoi spazi quasi senza confini, dai numeri di utenti coinvolgibili, sono senza dubbio seducenti anche spingendosi oltre gli strumenti più propriamente “social”: ad esempio stiamo pensando di parassitare la forma dell’e-shop per capire se può diventare uno spazio di lavoro artistico, poetico e, perché no, anche di sovversione!

Qual è stato l’impatto del web a livello di restyling estetico e di arricchimento poetico su di una performance live?

Il progetto Animal Spirits nasce già con una struttura aperta ad altre collaborazioni, anche estreme. L’esperienza del live blogging ha permesso di integrare gli strumenti della comunicazione nella parte artistica del progetto, sorpassando sempre di più la divisione tra ciò che è “performativo” e ciò che è reale.

Lo scopo del progetto è di lasciare che l’estetica e il mindstyle Animal Spirits dilaghino fuori da musei, teatri e spazi deputati all’arte. Niente poteva essere più calzante che questa apertura allo spazio virtuale, che oggi condivide di diritto l’ambito (semantico) del reale.

Animal Spirits Concept Store – la pagina facebook ufficiale

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