Sfida Doppia

di Virginia Fiume

La Moldavia di Doina

Mentre la Moldavia si avvicina all’#UE, Doina – in Italia dal 2005 – racconta la sua storia e il suo cibo a @Fuoritv

“Sono arrivata di notte, tardi. Tutto mi sembrava bello, soprattutto perché avevo tante speranze nuove”. Doina ricorda con entusiasmo il suo arrivo in Italia, dalla Moldavia, nel 2005. Doina è una dei partecipanti di Indovina chi viene a cena, il format realizzato da Carlotta Vandini e Davide Fonda che porta le telecamere e la curiosità di Modena nelle case e nelle cucine delle persone che hanno scelto di venire a vivere in Italia. “Mi è piaciuto molto partecipare al programma, ho conosciuto delle persone con cui non avevo mai parlato, credo di aver trovato dei nuovi amici” racconta a  S28Mag, lontana dalle telecamere e dai microfoni.

Nella puntata dedicata al suo paese vediamo Doina alle prese con la ciulamà, un golosissimo petto di pollo con la panna. La vediamo andare, accompagnata da Davide, alla stazione degli autobus di Modena per recuperare il pacco con i prodotti tipici del suo paese che le hanno inviato i suoi familiari. Quella famiglia che è la cosa che le manca di più. “Purtroppo riesco a tornare in Moldavia solo una volta all’anno, di più è impossibile. Ogni volta che torno mi viene chiesto come si comporta la gente con noi in Italia. E io rispondo che sto bene, ma che purtroppo abbiamo più doveri che diritti. Se uno di noi si trova davanti a un poliziotto, anche se è pulito c’è poco da fare, gli verranno chiesti i documenti”.

Indovina chi viene a cena è un format realizzato dalla webtv di Modena FuoriTv co-finanziato da Altra.Tv e da Perypezye Urbane proprio per la sua capacità di raccontare storie personali che da una parte permettono agli italiani di esplorare un pezzo della loro stessa società, quello degli immigrati, che hanno poche occasioni di conoscere, dall’altra offrono la possibilità a chi ha scelto l’Italia come paese di adozione di far sentire la propria voce, superando confini che tante volte non sono geografici ma sociali. Chiediamo a Doina qual è la cosa più importante che gli italiani dovrebbero sapere della Moldavia e dei moldavi: “il mio è un popolo di gran lavoratori, che si impegnano bene e fino in fondo” ci tiene a dire “purtroppo in Moldavia i guadagni sono bassissimi”. 80 € al mese è lo stipendio di un insegnante, ha raccontato Doina mentre insegnava la ricetta della ciulamà a Davide.

La nostra telefonata si chiude chiedendole cosa le evoca la parola confine e mai spunto di riflessione potrebbe essere raccolto con maggiore immediatezza: “sono nata in un paese al confine tra la Moldavia e la Romania. Per me confine è una parola brutta. È sempre stato un cancelletto. Un punto che non si può attraversare, perché ha davanti a sé un cancelletto chiuso”.

Una barriera che non è solo tra due stati nazionali che hanno al loro interno movimenti per la riunificazione tra Romania e Moldavia, ma anche forze che spingono per l’allargamento europeo.

di Virginia Fiume

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