conversazioni impossibili

di Liridon Blakaj

L’Europa si costruisce con la cultura

Intervista a  Andreoulla Vassiliou (@vassiliouEU), commissaria europea alla cultura, all’educazione, al multilinguismo

Abbiamo intervistato Andreoulla Vassiliou, commissaria europea alla Cultura. Siamo partiti dalla votazione del bilancio dell’Unione Europea, dal peso economico del programma Europa Creativa, fino ad arrivare al ruolo economico e politico delle politiche culturali.

Il bilancio dell’Unione Europea sta vivendo un processo di approvazione piuttosto travagliato. Cosa resterà del programma Europa Creativa?
Per saperlo dobbiamo aspettare l’approvazione finale. Io ovviamente sto facendo di tutto perché Europa Creativa rimanga intoccato.  Gli investimenti in creatività e cultura  sono fondamentali, non solo per la qualità della vita e la valorizzazione delle differenze, ma anche da un punto di vista economico. La cultura costituisce più del 4.5% del PIL europeo e occupa circa 8 milioni di persone. Questo ruolo potrebbe diventare ancora più determinante se si decidesse di intervenire con maggiore incisività sulla libertà di circolazione di artisti e opere. Quando abbiamo proposto un incremento del 37% del bilancio per Europa Creativa avevamo in mente soprattutto questo obiettivo. Quindi ogni piccolo taglio può essere un ostacolo allo sviluppo di un settore vitale dell’economia europea.

La crisi economica ha un grosso impatto sulle politiche europee. Nello stesso tempo molti parlando di una “crisi di coesione”. Che ruolo gioca la cultura nel contrastare queste forze distruttive?
L’articolo 167 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea è molto chiaro:
“L’Unione contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune”. E’ il Trattato stesso a riconoscere alla cultura un ruolo “coesivo”. Recentemente, nel quadro del Programma Cultura, abbiamo tirato le somme dei progetti precedenti. Il 93% delle persone che ha partecipato a progetti europei ritiene che questi rafforzino il dialogo interculturale. Bene, perché si tratta di uno dei tre obiettivi del programma, insieme alla promozione della circolazione transnazionale di artisti e operatori culturali e all’incoraggiamento della mobilità transfrontaliera dei prodotti culturali. Sono trentasette i paesi coinvolti nel programma (oltre agli stati membri  Liechtenstein, Norvegia, Croazia, Turchia, Islanda, Macedonia, Montenegro, Serbia, Bosnia-Herzergovina e Albania). Il primo effetto di questa miscellanea è il fatto che attraverso il programma, forza unificatrice, i cittadini di questi paesi si sono avvicinati gli uni agli altri. L’impatto del supporto dell’UE sotto forma di “Programma Cultura” così come di fondi strutturali, aiuta a ricordarsi perché l’Unione Europea esiste. Grazie alla cultura si generano senso di appartenenza e uno spazio culturale comune. Uno spazio in cui artisti e professionisti possono lavorare insieme, imparare gli uni dagli altri e far sì che servizi e espressioni culturali attraversino i confini di regioni e città. Potenziare l’accesso alla cultura è una responsabilità condivisa da tutta l’Unione.

Da tempo un gruppo di cittadini europei ha lanciato l’iniziativa dei cittadini Fraternitè2020, con cui si chiede di dedicare il 3% del budget UE agli scambi europei. Lei sostiene questa iniziativa? È economicamente verosimile? Se il milione di firme venisse raccolto la Commissione prenderebbe in considerazione questa ipotesi?

Sono tantissime le istanze che raggiungono la Commissione, spesso anche in concorrenza l’una con l’altra. Sicuramente le iniziative che incentivano la mobilità  sono una delle aree in cui la Commissione ha maggiori possibilità di aggiungere valore alle iniziative dei singoli stati nazionali. Un coordinamento a livello europeo dei programmi di mobilità avrebbe un ottimo impatto sugli schemi nazionali. Siamo partiti proprio da questo ragionamento quando abbiamo aumentato il budget di Erasmus per tutti, il programma che verrà lanciato nel 2014 negli ambiti di educazione, formazione, giovani e sport. Il nostro piano per l’incremento dei fondi UE in questo ambito ha ottenuto il sostegno di tutti gli stati membri, anche se la quantità di fondi è stata ridotta. Il nostro obiettivo è garantire la mobilità per formazione e volontariato all’estero a 4 milioni di persone entro il 2020. Il che significa una spesa di circa 2,5 milioni mantenendo lo schema attuale. Lasciatemi aggiungere che la commissione sostiene la mobilità anche di 60.000 ricercatori con  Marie Sklodowska Curie Actions, e di 300.000 artisti e operatori culturali con il nuovo programma Creative Europe. Di fatto il 60% dei progetti scelti per ricevere il supporto dal programma Creative Europe incoraggiano la mobilità.

Il budget prevede una quota per l’allargamento ai cosiddetti “paesi terzi”?

Noi vorremo incoraggiare la cooperazione con i paesi non appartenerti al UE. L’attuale Programma Cultura già coinvolge 37 paesi, vorremmo aumentare queste collaborazioni nel futuro. Creative Europe prevede l’apertura ai paesi vicini all’Europa (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Giordania, Libano, Siria, Autorità Palestinese, Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Georgia, Armenia e Azerbaijan).

A settembre lo avevamo chiesto all’onorevole Silvia Costa, chiediamo ora a lei quali suggerimenti darebbe alle organizzazioni culturali europee per prepararsi al nuovo programma Europa Creativa 2014-2020?

Prima di tutto le inviterei ad avere pazienza. Quando sarà stato stabilito il budget definitivo per i diversi programmi, compreso Europa Creativa, sarà la Commissione stessa a pubblicare linee guida con tutte le informazioni necessarie. Intanto, il mio consiglio per ogni organizzazione interessata a trovare nuove opportunità per i finanziamenti è quello di contattare i riferimenti del Programma Cultura nel proprio paese: le antenne offrono  assistenza gratuita alle organizzazioni nel preparare la richiesta dei partecipazioni ai bandi.

Per il Programma Cultura
www.ccpitaly.beniculturali.itantennaculturale@beniculturali.it
Per il programma Media
www.media-italia.euinfo@mediadeskitalia.eu

One thought on “L’Europa si costruisce con la cultura

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