editoriale

di G&G

Editoriale

ci sono alternative alla #crisi? Riflessioni dal #globalsharingday al mercato unico #UE. Il secondo numero di S28Mag

Un mese fa intonavamo l’happy birthday del mercato unico in Europa che ha cambiato la vita degli oltre 500 milioni di cittadini UE, il loro modo di studiare, di lavorare e di viaggiare. Come controcanto il de profundis degli organismi economici e la “fragile stabilità”: soldi non ce ne sono più, o sono ridotti al lumicino di pura sopravvivenza. Ci si chiede se la crisi in cui siamo immersi non stia cambiando il nostro modello dei consumi e se la crescita economica dovrebbe fondarsi su modelli culturali diversi da quelli che ci hanno portato ad un meccanismo di sviluppo esasperato che il sociologo Mauro Magatti ha definito “tecno-nichilista”.

In questo numero si parla di mercato. Ma con l’obiettivo di aprire un dibattito democratico sulle scelte alternative e percorribili di politica economica nazionale ed europea. La cultura è produttiva? Se con la cultura si mangia, come mai è blasfemo applicare il bollo di “prodotto” o “made in Italy”  anche alla cultura?

Eppure nel comparto culturale pullulano “industrie”,  “laboratori” e “officine”:  parole trendy o riflesso di una cultura piena di sensi di colpa, che deve sempre dimostrare la propria produttività?

Fra i marosi delle incertezze e opportunità, in quale scialuppa vi collocate? Nella pattuglia che si ingrossa a vista d’occhio dei cervelli in fuga o in quella dei vivaisti di idee che spremono le meningi in tempo di crisi? A Natale continueremo a giocare a Monòpoli o passeremo a Kolejka, il gioco revival dell’era comunista che sta appassionando i polacchi?

A ciascuno il fatturato suo… sognando per l’Italia un altro Enrico Mattei.

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