Editoriale

di G&G

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Le nostre abitudini sono i nostri confini, non solo i muri da #Padova a #Kosice - #S28Mag 6 is out

L’Europa non ha solo confini che la separano dall’esterno, dall’Africa, dall’Islam, dai freddi mari del nord. In città come Belfast e Berlino noi europei abbiamo eretto muri, diviso popoli da se stessi, in nome della religione e dell’ideologia. E, nonostante queste passate ed emblematiche esperienze, continuiamo tuttora a tirar su muri. Il noto Muro di Padova, in via Anelli, eretto nel 2006 per questioni di ordine pubblico, ma anche più di recente il muro di Košice, in Slovacchia, eretto nel giugno 2013.

Košice, cittadina slovacca di circa 240 mila abitanti e polo industriale del paese, è Capitale Europea della Cultura 2013, avendo vinto questo titolo anche grazie a un programma di inclusione della numerosa comunità Rom che qui risiede. Eppure nel centro della città è stato di recente eretto un muro per impedire alla comunità Rom locale di raggiungere il centro passando attraverso un quartiere residenziale. Troppi furti, lamentavano gli abitanti del quartiere, nonostante la polizia locale non avesse di fatto accusato o arrestato membri della comunità Rom.

Un muro di questo tipo è compatibile con la società odierna? E’ compatibile con i valori che animano l’Unione Europea ed è compatibile con il titolo di Capitale Europea della Cultura, titolo che vuole sottolineare la ricchezza e la diversità delle culture che popolano il nostro continente?

La commissaria Vassiliou, che ormai ben conosciamo, ha scritto al sindaco di Košice (il testo della lettera), ricordandogli che la costruzione dell’Europa si basa sul rispetto dei valori della dignità umana e dei diritti umani, diritti di cui godono anche gli individui appartenenti a minoranze. L’Unione Europea non può tollerare segnali di aperta xenofobia o razzismo.

Il sindaco Raši ha prontamente risposto (il testo della lettera): la costruzione del muro non sarebbe una decisione del comune di Košice, ma del quartiere in cui il muro si trova, governato dall’ex sindaco, suo oppositore del centro-destra. Il muro sarebbe stato costruito illegalmente, senza neanche tenere conto dei vincoli ambientali e architettonici.
Anche l’Europarlamentare Hannes Swoboda ha chiaramente condannato la costruzione del muro, dopo una visita a Košice:

 

Ad oggi il muro è ancora lì, tenuto su dalle pastoie della politica locale.
Questo numero del magazine è dedicato ai Confini, un tema cruciale del panorama culturale contemporaneo. Confini esterni, membrane semi permeabili che permettono o impediscono a persone e opere di entrare in contatto con noi. Ma anche confini interni: muri, simboli, abitudini, parole che ci separano gli uni dagli altri.

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