euro-spinelli

di Davide Diverio

Cultura di Stato

#Beniculturali: ogni Stato #UE fa da sè – parola di #trattatoUE e di Davide Diverio, professore @unimi #milano

Uno dei primi articoli del TUE (il 3, comma 4) ricorda che l’Unione deve rispettare «la ricchezza della sua diversità culturale». La diversità culturale cui si allude è, evidentemente, l’eterogeneità delle differenti tradizioni culturali dei suoi Stati membri. Così l’Unione, da un lato, riconosce tale diversità, consentendo che essa continui ad esistere, dall’altro, la eleva anzi a suo valore fondamentale, impegnandosi a rispettarla e a garantirla.

In maniera quasi enfatica, lo stesso articolo prosegue affermando che l’Unione «vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo». Come si è detto nel numero scorso, in quest’ambito l’Unione dispone solo di una competenza di sostegno all’azione degli Stati membri, i quali restano cioè liberi di stabilire la propria politica culturale. Il concetto di «bene culturale» è, dunque, un concetto esclusivamente nazionale. Ciò che l’Unione può fare è (soltanto) promuovere la formazione di un patrimonio culturale europeo e sostenere l’azione di uno Stato membro nella salvaguardia del proprio patrimonio culturale. Al momento non esiste, dunque, un bene culturale propriamente europeo. Si tratta, del resto, di un tema piuttosto delicato che, inevitabilmente, tocca la natura stessa dell’Unione.

La nozione di «patrimonio culturale» è, evidentemente, legata all’idea di Stato o, comunque, a quella di una collettività (il più possibile) omogenea di persone. Come è noto, l’Unione è cosa differente da uno Stato né, per sua stessa ammissione, raduna in sé una comunità omogenea di cittadini. A confermare che la materia della politica culturale è zona franca per l’Unione, è sufficiente infine ricordare che è proprio adducendo, fra gli altri, motivi di tutela della propria politica culturale e del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale che i suoi Stati possono derogare (purché in maniera giustificata) ai principi europei della libera circolazione delle merci e delle attività economiche all’interno del mercato unico.

*Davide Diverio insegna Diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi di Milano

Altiero Spinelli è considerato uno dei padri fondatori dell’Unione Europea. Durante il Fascismo fu condannato al confino sull’isola di Ventotene e lì, con Ernesto Rossi, scrisse il Manifesto di Ventotene. Il documento invitava un’Europa distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale a diventare un’unica patria europea. Il documento è visionario. La rubrica di S28 Mag EuroSpinelli, curata dal Professor Davide Diverio, vuole raccontare le leggi, i meccanismi di funzionamento e le possibilità che l’Unione Europea offre ai suoi cittadini. E ai non cittadini.

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