La voce di Andrea

di Andrea Boutros*

Cross Generation

@boutros_andrea della redazione di @yallaitalia racconta l’intercultura + video con @rbonacina  @vitanonprofit) e Paolo Branca, islamista

Sono le seconde generazioni che vi parlano, ed è con un po’ di rammarico che vi comunichiamo che s’erano sbagliati. Gli immigrati d’una ventina d’anni fa s’erano sbagliati praticamente su tutto. “Ricordati sempre di chi sei!”, “Ricorda che noi siamo diversi!”, “Ricorda le tue origini!”… ricorda, ricorda, ricorda! Ma di cosa mi dovrei ricordare, se non saprei nemmeno dire con certezza “Chi sono”!? Insomma: fu semplicemente dato per scontato che avremmo preso tutte le cose buone e i vantaggi che offre la vita qui, ma senza mai (e dico MAI) dimenticare da dove son venuti i nostri genitori. I figli di immigrati che non stanno né di qua né di là, non possono sottrarsi dalla dura e costante ricerca dell’intercultura. C’è un innegabile senso di inadeguatezza a caratterizzarli (consigliatissima la visione del film Alì ha gli occhi azzurri), e il bisogno di appartenenza (uno dei gradoni della Piramide di Maslow) viene parzialmente a mancare.

Ma cos’è l’intercultura? La formazione e la crescita di una singola e doppia cultura. Unica, perfettamente legata alle proprie origini e perfettamente radicata nella “nuova patria”. Vivere contemporaneamente due culture costituisce di fatto un vantaggio non da poco sui coetanei (o concorrenti, come vi pare). E un vantaggio è comunque una differenza che contribuisce ad alimentare il senso di inadeguatezza che affligge la cosiddetta Cross Generation (o 2G).  È nei momenti di debolezza che molti ragazzi decidono di rinunciare all’una o all’altra sponda. C’è chi decide di rinunciare alla proprie origini per adeguarsi al mondo che lo circonda (perdendo di fatto la marcia in più), e chi invece pensa di chiudersi totalmente nelle proprie radici, come se volesse vivere un mondo (quello dei suoi genitori) che di fatto non gli appartiene.

Qualcuno potrà pensare che la prima sia meno grave della seconda, ma io dico che sono entrambe un’inaccettabile perdita da combattere (anzi, da prevenire) assolutamente. C’è chi la previene frequentando perlopiù ragazzi nella stessa condizione (facendo una sorta di “ghetto culturale”) o chi, per la gioia dei genitori, opta per il Matrimonio-2G. Sta di fatto che chi sceglie l’intercultura, sceglie la via più difficile. Sceglie il sacrificio di sfruttare e custodire gelosamente un tesoro da tramandare, si spera, alla Terza Generazione. Tuttavia, se questo è il nostro desiderio, non è affatto detto che sia anche quello dei nostri figli: continueranno un processo di arricchimento e perfezionamento culturale, o si convinceranno che essere uguali ai coetanei sia meglio di una marcia in più?

Andrea Boutros nasce da genitori egiziani a Genova. Studia Medicina e scrive per yallaitalia.it, una web-magazine incentrata sulla questione identitaria delle giovani 2G. Ama il mondo della Letteratura sia da scrittore che da lettore. (@boutros_andrea)

Leggi il punto di vista di Zeina Ayache, Etnico sarà tuo padre

One thought on “Cross Generation

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