Sfida Doppia

di Virginia Fiume

L’Iraq di Nizam

Il racconto di Nizam, curdo, arrivato dall’Iraq in Italia nel 2001. Uno dei protagonisti di Indovina chi viene a cena, il format di @Fuoritv

La storia di Nizam è molto diversa da quella di Doina. Nizam non ha lasciato il suo paese, l’Iraq, semplicemente per andare alla ricerca di condizioni di vita e lavorative migliori: è stata la guerra a farlo scappare. “La sensazione che associo al mio arrivo in Italia è quella della libertà, avevo bisogno di un posto dove continuare a vivere” racconta a S28Mag, intervistato dopo aver partecipato a Indovina chi viene a cena, il format realizzato dalla webtv modenese Fuori Tv. Mentre viene accompagnato da Davide a comprare gli ingredienti per preparare la kubba (ricetta a base di riso, carne e cipolle), Nizam racconta come il suo paese sia sempre stato in guerra. Read More

Sfida Doppia

di Virginia Fiume

La Moldavia di Doina

Mentre la Moldavia si avvicina all’#UE, Doina – in Italia dal 2005 – racconta la sua storia e il suo cibo a @Fuoritv

“Sono arrivata di notte, tardi. Tutto mi sembrava bello, soprattutto perché avevo tante speranze nuove”. Doina ricorda con entusiasmo il suo arrivo in Italia, dalla Moldavia, nel 2005. Doina è una dei partecipanti di Indovina chi viene a cena, il format realizzato da Carlotta Vandini e Davide Fonda che porta le telecamere e la curiosità di Modena nelle case e nelle cucine delle persone che hanno scelto di venire a vivere in Italia. “Mi è piaciuto molto partecipare al programma, ho conosciuto delle persone con cui non avevo mai parlato, credo di aver trovato dei nuovi amici” racconta a  S28Mag, lontana dalle telecamere e dai microfoni.

Nella puntata dedicata al suo paese vediamo Doina alle prese con la ciulamà, un golosissimo petto di pollo Read More

La versione di Roberto Casati

di Virginia Fiume

Digitale non vuol dire Ipad

intervista a Roberto Casati (@rcasati): abbiamo parlato di #editoria, #scuola e di quanto dovrebbero essere pagati i professori

Per questa Sfida Doppia ho pensato di consultare due esperti di editoria digitale. Né Flavio PintarelliEffe sapevano di essere stati interpellati contemporaneamente eppure alla domanda: “mi consigli qualcuno che pur non essendo un entusiasta del digitale abbia una visione intelligente?” hanno risposto facendomi lo stesso nome: Roberto Casati. Formatosi in filosofia del linguaggio è direttore di ricerca al Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) a Parigi. Lo abbiamo intervistato – in parallelo a Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia – a partire dal suo ultimo libro, Contro il colonialismo digitale (Laterza, 2013). Read More

La voce di Frieda Brioschi

di Virginia Fiume

Editore non essere miope

intervista a @ubifrieda , presidente di @WikimediaItalia: si parla di educazione, scuola e editoria digitale

Il numero di Internazionale di venerdì 19 luglio ha in copertina il volto di Jimmy Wales, l’uomo che ha inventato Wikipedia. La si può amare, la si può odiare, ma di fatto è l’enciclopedia più conosciuta al mondo e lo strumento che ha contribuito a rivoluzionare l’accesso e l’approccio alla condivisione della conoscenza. Non siamo arrivati a intervistarlo, ma nella Sfida Doppia di questo numero abbiamo affiancato a Roberto Casati, autore del libro Contro il colonialismo digitale, la voce della presidente di Wikimedia Italia, Frieda Brioschi. Recentemente ha affermato che i nativi digitali non sanno usare internet. Frieda fa parte di un’organizzazione che fa dell’educazione un elemento fondamentale. Read More

La voce di Andrea

di Andrea Boutros*

Cross Generation

@boutros_andrea della redazione di @yallaitalia racconta l’intercultura + video con @rbonacina  @vitanonprofit) e Paolo Branca, islamista

Sono le seconde generazioni che vi parlano, ed è con un po’ di rammarico che vi comunichiamo che s’erano sbagliati. Gli immigrati d’una ventina d’anni fa s’erano sbagliati praticamente su tutto. “Ricordati sempre di chi sei!”, “Ricorda che noi siamo diversi!”, “Ricorda le tue origini!”… ricorda, ricorda, ricorda! Ma di cosa mi dovrei ricordare, se non saprei nemmeno dire con certezza “Chi sono”!? Insomma: fu semplicemente dato per scontato che avremmo preso tutte le cose buone e i vantaggi che offre la vita qui, ma senza mai (e dico MAI) dimenticare da dove son venuti i nostri genitori. Read More

La voce di Zeina

Zeina Ayache*

Etnico sarà tuo padre

@hyperzeina della redazione di @yallaitalia racconta l’intercultura + video con @rbonacina  @vitanonprofit) e Paolo Branca, islamista


Parole, parole, parole soltanto parole tra noi. Così definirei l’intento dei sociologi di dare una spiegazione ai flussi migratori e alle loro dinamiche di integrazione all’interno di un tessuto sociale distante da quello di origine. Parole e ancora parole sono quelle sprecate dagli immigrati che cercano di raccontare la loro cultura spiegando le motivazioni del loro attaccamento ad una tradizione culturale dalla quale, per un motivo o per l’altro, si sono dovuti allontanare. Eh sì perché ad oggi, dove in un paese come il nostro molte sono le culture che vanno ad interagire, si perde ancora tempo a cercare il proprio posto all’interno di una classificazione di massa dentro la quale sia più facile mantenere in equilibrio le tradizioni di origine e quelle del Paese ospitante. Seconde Generazioni. Read More

La voce di Stefano Boeri

di Virginia Fiume

Lo spazio della politica

le risposte di @StefanoBoeri alla Sfida Doppia con #Settis: #beniculturali, caso L’Aquila e vendita del patrimonio artistico


Stefano Boeri ha 56 anni, se gli si chiede la sua professione risponde “oggi politico, ieri architetto”. Il suo ultimo libro è Fare di più con meno (Il Saggiatore, 2011). L’ultimo libro che ha letto è Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami.
Quanto il concetto di bene culturale è legato all’antichità e quanto alla costruzione di identità?
Si tratta di un concetto che implica una attività di trasformazione della natura. È una parte del lascito che la storia ha prodotto all’interno dell’ambiente. Ha valore perché restituisce nello spazio il prodotto delle intenzioni, delle politiche e dei progetti e in parte ha un valore di natura collettiva perché restituisce una sorta di memoria collettiva. Read More

La voce di Salvatore Settis

di Virginia Fiume

Giano, tra passato e futuro

Sfida Doppia – le risposte di Salvatore #Settis su #beniculturali, caso L’Aquila e svendita del patrimonio artistico

Salvatore Settis ha 71 anni, se gli si chiede la sua professione risponde “pensionato”. Il suo ultimo libro è Azione popolare, cittadini per il bene comune (Einaudi, 2011). L’ultimo libro che ha letto è Americana di Don De Lillo.
Quanto il concetto di bene culturale è legato all’antichità e quanto alla costruzione di identità?
Le due cose sono indissolubilmente legate. Bisogna capire che cosa si intende per “antichità”. Il concetto di bene culturale si riferisce anche agli oggetti prodotti ieri. È richiesto lo sguardo di Giano, la divinità a due teste, una che guarda verso il passato e una rivolta al futuro. Read More

La voce di Tomaso Montanari

di Virginia Fiume

Arte fuori dal mercato

Idee e cultura devono rispondere alle regole del #mercato? Quali sono le responsabilità dello Stato per #costituzione? Guarda il video

“La storia dell’arte è una disciplina umanistica, cioè utile a costruire quella che i latini chiamavano humanitas: la vocazione di noi tutti a non vivere come bruti, ma a seguire la conoscenza. Ma il Dio Mercato ha invece bisogno di clienti, emozionati e ignoranti”. E’ solo una delle invettive con cui Tomaso Montanari, professore di Storia dell’arte moderna all’Università Federico II di Napoli, chiosa le pagine del Fatto Quotidiano e degli altri giornali su cui scrive.

Lo abbiamo intervistato, nella nostra Sfida Doppia con Pierluigi Sacco, per capire cosa critica del riferimento al “mercato” nel dibattito sull’amministrazione e la gestione della cultura, in generale e dei beni culturali, in particolare. Il motivo per cui secondo Montanari i privati non devono essere coinvolti nel settore culturale si ritrova nella sua interpretazione dell’ articolo 9 della Costituzione italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Read More

La voce di Pierluigi Sacco

di Virginia Fiume

Il business dell’arte

#arte che tiene, tra privati e industrie culturali. E se fosse la cultura a salvarci dalla crisi?- Guarda il video

Qualcuno conosce i bastoncini Findus, qualcuno i prodotti per la pulizia del corpo marchiati Dove. Pochi sanno che entrambi questi settori fanno parte della produzione di una famosa multinazionale, Unilever. Probabilmente ancora meno persone collegano il marchio Unilever a una delle attrazioni principali per chi si appassiona all’arte contemporanea: l’allestimento  e il finanziamento delle esibizioni personali che, di sei mesi in sei mesi, arricchiscono la Sala delle Turbine della Tate Modern Gallery di Londra. Dai semi di girasole del cinese Ai Wei Wei o delle performance dell’interprete Tino Sehgal, tutto è racchiuso dal nome Unilever Series.

Si tratta di un esempio di investimento privato in ambito culturale. Secondo una ricerca del centro studi inglese Arts & Business i dati riguardanti questo tipo di investimenti sono contraddittori, ma comunque positivi, nonostante gli scenari aperti dalla crisi. Nel biennio 2010 – 2011 si è avuto un incremento, nel Regno Unito, del 4% degli investimenti privati. Read More