Euro-Spinelli

di Davide Diverio*

Come si allarga l’Europa

Come funziona l’allargamento dell’#UE? Gli EuroSpinelli del professor Davide Diverio di @unimi

Parlare di «confini» in una rubrica dedicata all’UE può significare occuparsi di due questioni differenti. Si può alludere ai confini fra gli Stati membri dell’UE e allora si dirà che questi non esistono (quasi) più dopo l’instaurazione del mercato unico, che ha permesso ai fattori produttivi, le merci in primo luogo, di circolare fra gli Stati Read More

EuroSpinelli

di Davide Diverio*

I confini della formazione europea

#Educazione e #Formazione: cosa può fare l’Unione Europea? La spiegazione di Davide Diverio, docente @unimi

Come per la cultura, negli ambiti dell’istruzione e della formazione professionale l’UE dispone solo della possibilità di intervenire a sostegno e a completamento dell’azione degli Stati. Se ciò significa che l’UE non può intromettersi nel modo in cui ogni Stato intende erogare la propria istruzione e formazione, né soprattutto occuparsi del loro contenuto, essa non è però del tutto indifferente alle modalità con cui gli Stati “gestiscono” tali settori. L’accesso a tali particolari servizi è infatti indiscutibilmente connesso all’obiettivo dell’UE di attuare una vera libera circolazione delle persone.

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di Davide Diverio*

Valori comuni e vizi privati

Davide Diverio, professore @unimi #milano dal caso Ungheria spiega il ruolo dei #dirittiumani come criterio di allargamento #UE

Da quando gli Stati dell’allora CEE hanno stabilito – non tutti con la medesima convinzione – che fossero maturi i tempi perché da progetto essenzialmente economico la Comunità mirasse a divenire un’Unione (anche) di carattere politico, ci si è chiesto su quali valori essa si dovesse fondare. Prima di rispondere, e prima ancora di citarli, occorre ricordare che essi sono qualificati dal Trattato come «comuni agli Stati membri» (art. 2 TUE). Dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto, rispetto dei diritti fondamentali sono «valori comuni» perché rimandano direttamente al patrimonio di civiltà giuridica e politica di tutti gli Stati membri. Read More

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di Davide Diverio

Cultura di Stato

#Beniculturali: ogni Stato #UE fa da sè – parola di #trattatoUE e di Davide Diverio, professore @unimi #milano

Uno dei primi articoli del TUE (il 3, comma 4) ricorda che l’Unione deve rispettare «la ricchezza della sua diversità culturale». La diversità culturale cui si allude è, evidentemente, l’eterogeneità delle differenti tradizioni culturali dei suoi Stati membri. Così l’Unione, da un lato, riconosce tale diversità, consentendo che essa continui ad esistere, dall’altro, la eleva anzi a suo valore fondamentale, impegnandosi a rispettarla e a garantirla.

In maniera quasi enfatica, lo stesso articolo prosegue affermando che l’Unione «vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo». Come si è detto nel numero scorso, in quest’ambito l’Unione dispone solo di una competenza di sostegno all’azione degli Stati membri, i quali restano cioè liberi di stabilire la propria politica culturale. Il concetto di «bene culturale» è, dunque, un concetto esclusivamente nazionale. Read More

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di Davide Diverio

Movimenti d’artista

#artisti: quali regole per muoversi in #ue? Davide Diverio, professore @unimi milano

Il Consiglio dell’UE ha recentemente ricordato che la mobilità degli artisti e dei professionisti della cultura in Europa è essenziale per rafforzare la diversità culturale e linguistica e il dialogo interculturale, entrambi valori fondamentali dell’UE. Simili affermazioni sono puntualmente seguite da inviti rivolti all’UE e ai suoi Stati a promuovere attivamente tali direttive.

Ciò accade perché nel settore della cultura l’UE può agire esclusivamente per sostenere o completare l’azione degli Stati membri. In questi ambiti, quindi, gli Stati restano sovrani (così come, ad esempio, in quello dell’istruzione) e l’UE può muoversi soltanto a sostegno, di solito finanziario, di iniziative che abbiano un respiro transnazionale. Allo stato attuale la circolazione in Europa degli artisti in quanto tali non conosce una regolamentazione specifica da parte dell’UE. Di essa continuano perciò ad occuparsi i singoli Stati, ciascuno con le proprie normative. Read More

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di Davide Diverio

Chi decide europa creativa

Davide Diverio, professore di diritto dell’#UE a @unimi #milano racconta il ruolo del Parlamento, della Commissione e del Consiglio

La recente discussione al Parlamento europeo (PE) del programma Europa Creativa offre lo spunto per una riflessione su come viene esercitata nell’UE la funzione legislativa.

Nell’ordinamento italiano la Costituzione assegna, di norma, al Parlamento la competenza a legiferare. Nel quadro della ripartizione dei poteri dello Stato, il potere più incisivo sui cittadini deve spettare all’organo che li rappresenta direttamente.

Nella UE, che non è uno Stato ma un’organizzazione internazionale, per quanto molto particolare, il quadro è più complesso e solo al termine di un lungo processo di riforma il PE (che rappresenta i cittadini dell’Unione, essendo da essi eletto a suffragio universale diretto ogni cinque anni) può oggi definirsi il legislatore dell’Unione. Non lo è, però, da solo. Il ruolo è condiviso con la Commissione europea (istituzione indipendente rispetto agli Stati) ed il Consiglio (che rappresenta i governi degli Stati). È la Commissione ad avere il ruolo fondamentale ed esclusivo di avviare il processo legislativo: di regola senza lo spunto iniziale della Commissione non può esserci intervento legislativo. Ciò dovrebbe garantire che si discuta di leggi (le più importanti, nella UE, si chiamano regolamenti e direttive) solo per soddisfare esigenze europee e non di un singolo Stato (o di un gruppo di essi). Il contenuto concreto viene poi definito dal Consiglio e, appunto, dal PE. Il programma Europa Creativa sta prendendo forma proprio in seguito a questa sequenza di passaggi. Read More