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Colophon

S28MAG

Direttore Responsabile

Giovanni Sabelli Fioretti
giovanni@perypezyeurbane.org

Editore

Ass. Culturale PERYPEZYE URBANE
in fase di registrazione presso
Registro Tribunale di Milano

Via Moretto da Brescia 28
20133 Milano (MI)
Tel. 02 36559296
Tel. 02 36559459
P.Iva 05669530965

CapoRedattrice

Virginia Fiume
virginia@perypezyeurbane.org

Progetto Grafico

Paolo Losco
paololosco@gmail.com

In redazione

Giuseppe Esposito, Virginia Fiume, Francesca Lissoni, Giovanni Sabelli Fioretti

Credits

Hanno scritto su questo numero: Alessandro Capriccioli, Davide Diverio, Ekphrasis Studio, Mirko Elia, Ankit Khandelwal, Francesco Pagano, Claudio Sabelli Fioretti, Marco Valsecchi

Tutte le fotografie presenti in questo numero sono di Marina Pacilio
Nata nel 1971, traduttrice freelance, è appassionata di fotografia di cui ama tradurre e interpretare il linguaggio. Info e contatti: marina.pacilio@gmail.com

Il video Politics è di Diego Agulló e Dmitry Paranyushkin, che ringraziano in particolare: Agata Siniarska, Martin Menzel, Michelle Thorne, Julian Schollmeyer, Sebastian Matthias, Johannes Wengel, David Benjamin

Le immagini e i testi di questo magazine sono rilasciati e utilizzati secondo la licenza Creative Commons 3.0 by-sa

Indice

 
 
 
 
 
 

editoriale

di G&G

M’illumino di magazine

Perypezye non si ferma, anzi rilancia: nasce il bimestrale delle politiche culturali. Iniziamo dalla cultura #benecomune? con video

Rullo di tamburi….Sìori e sìore, i giochi sono fatti: ecco a voi S28Mag!

Ebbene sì: non ci bastava la web tv. Che problema c’è? Perypezye Urbane ha sempre creduto nell’immagine dell’artista che, mentre alberga nella sala prove, strizza l’occhio a Bruxelles e titilla il suo netbook in cerca di notizie. Una sala non è solo un cubo a sei facce, ma un qui e ora, e nelle tele-telai culturali che si stanno profilando all’orizzonte è importante avere il coraggio di farsi travolgere dall’energia dell’attualità.

Andiamo dritti al tema di questo primo numero: il bene comune. Occupare, ops scusate, liberare: quel diritto collettivo, che ci riporta all’annosa questione di chi controlla la stretta relazione fra l’urbanizzazione, la produzione e l’uso delle eccedenze. Read More

la parola

Bene Comune

#culturabenecomune è parola chiave, forma di partecipazione politica, interesse collettivo. @S28Media è partito da una domanda

“Esiste davvero una terza via di gestione della cultura che sia né esclusivamente pubblica, quindi corrotta dalla politica, né esclusivamente privata, quindi legata alle logiche commerciali?”.

Stephan Faris, giornalista americano, chiudeva con questo interrogativo il suo reportage dal Teatro Valle Occupato di Roma. Read More

 
 
 
 
 
 

nude look

di Marco Valsecchi

In nome del popolo sovrano

La vicenda degli @ortiurbani a #milano ridefinisce il rapporto tra proprietari e occupanti. E @MacaoTwit cambia strategia. Forse.

Nel discorso sui beni pubblici distinguerei due soggetti: uno buono, le persone, e uno dannoso, la gente. Una distinzione non numerica, ma qualitativa. Prendiamo Milano e la vicenda degli orti urbani. A partire da un progetto elaborato dal basso, la Giunta a fine giugno ne ha riconosciuto il valore sociale, definendo un quadro normativo che consente alle associazioni di trasformare i terreni dismessi in giardini condivisi. Tra gli spazi recuperabili (pdf) figurano anche le aree private, rispetto alle quali il Comune farà da mediatore tra cittadini e proprietari. Read More

L’Europa delle industrie creative

#euish:  il GreenPaper è il documento dell’@EU_Commission che detta le linee guida per le politiche culturali link

Non più “cultura”, ma “industrie creative e culturali” o, in sintesi, CCI. È bene abituarsi a questi termini, perché con la pubblicazione del Green Paper sulle CCI, dal titolo Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare, reso disponibile dalla Commissione Europea nell’aprile 2010 , sono state gettate le basi per le politiche culturali dei prossimi 10 anni.

Il Green Paper non è un documento vincolante, si limita a orientare l’attività sia dei policy maker (politici e decisori), sia degli operatori (organizzazioni culturali e artisti stessi). “Qui è dove stiamo andando”, dice sostanzialmente il libro verde, “attrezzatevi”. Read More

 
 
 
 
 
 

euro-spinelli

di Davide Diverio

Chi decide europa creativa

Davide Diverio, professore di diritto dell’#UE a @unimi #milano racconta il ruolo del Parlamento, della Commissione e del Consiglio

La recente discussione al Parlamento europeo (PE) del programma Europa Creativa offre lo spunto per una riflessione su come viene esercitata nell’UE la funzione legislativa.

Nell’ordinamento italiano la Costituzione assegna, di norma, al Parlamento la competenza a legiferare. Nel quadro della ripartizione dei poteri dello Stato, il potere più incisivo sui cittadini deve spettare all’organo che li rappresenta direttamente.

Nella UE, che non è uno Stato ma un’organizzazione internazionale, per quanto molto particolare, il quadro è più complesso e solo al termine di un lungo processo di riforma il PE (che rappresenta i cittadini dell’Unione, essendo da essi eletto a suffragio universale diretto ogni cinque anni) può oggi definirsi il legislatore dell’Unione. Non lo è, però, da solo. Il ruolo è condiviso con la Commissione europea (istituzione indipendente rispetto agli Stati) ed il Consiglio (che rappresenta i governi degli Stati). È la Commissione ad avere il ruolo fondamentale ed esclusivo di avviare il processo legislativo: di regola senza lo spunto iniziale della Commissione non può esserci intervento legislativo. Ciò dovrebbe garantire che si discuta di leggi (le più importanti, nella UE, si chiamano regolamenti e direttive) solo per soddisfare esigenze europee e non di un singolo Stato (o di un gruppo di essi). Il contenuto concreto viene poi definito dal Consiglio e, appunto, dal PE. Il programma Europa Creativa sta prendendo forma proprio in seguito a questa sequenza di passaggi. Read More

 
 
 
 
 
 

conversazioni impossibili

di Giovanni Sabelli Fioretti

L’UE punta sulla cultura: +37% nel budget

Intervista a  Silvia Costa, parlamentare #UE  @S&D nella Commissione @Cultura: presenta il nuovo programma Creative Europe

On. Costa, quali sono le novità introdotte nel panorama della cultura dal programma?

Fin ora c’erano due programmi, Cultura e Media, ora accorpati in Europa Creativa che verrà suddiviso in tre settori autonomi:  audiovisivi, sostanzialmente analogo all’attuale Media,  industrie culturali e creative (ICC)  e la novità, l’intersettoriale.

Perché questa unione?

Si tiene conto della rivoluzione cui il settore culturale sta andando incontro grazie al digitale, a internet, che trasforma la “catena del valore” della cultura.

Il nuovo programma sarà anche più ricco?

Sì, questo è un aspetto estremamente positivo: l’UE si muove in controtendenza rispetto agli Stati Membri. È stato proposto un aumento del budget complessivo del 37%. Read More

 
 
 
 
 
 

Ti hanno taggato su Facebook

di Alessandro Capriccioli*

Facebook Quotes – vicariato

Facebook è ormai diventato un mezzo per comunicare, discutere, a volte litigare: in modo diretto, senza troppi giri di parole e soprattutto velocemente. E se immaginassimo che anche le decisioni politiche vengano prese così? Ne verrebbe fuori qualcosa del genere: fantasioso, forse, ma non improbabile.

*Alessandro Capriccioli dopo aver curato per anni il blog “Metilparaben” ora scrive, quasi quotidianamente, sul blog collettivo Libernazione

voci dall'europa

di Ekphrasis Studio*

Il confine tra vandalismo e interazione

In #Albania qualcuno dipinge le statue d’oro. Una riflessione su #arte pubblica nei cosiddetti #luoghicomuni English version available

Volenti o nolenti, ogni giorno interagiamo e ci muoviamo in spazi comuni, luoghi pensati per essere vissuti dalla collettività ma amministrati (o dimenticati) dai governi. Le Amministrazioni definiscono i processi di costruzione della memoria e le rappresentazioni, decidono cosa e come vediamo. In Albania l’interazione tra sviluppo urbano, politiche, furti, atti vandalici, odio e ignoranza è evidente e spesso ascrivibile al concetto di dissonanza cognitiva.

L’interesse verso i beni comuni si concretizza in tre modi: responsabilità, relazione tra passato e contemporaneità, civilizzazione. Read More

 
 
 
 
 
 

La voce di Alessandro Hinna

di Virginia Fiume

Progettare per vincere

@projectfinance, un rapporto #pubblico #privato basato su trasparenza e studi di fattibilità. L’esperimento di @Comune_cagliari

Luglio 2011, da Cagliari echeggia una novità nell’ambito dell’amministrazione della cultura, l’Assessorato pubblica il Piano Comunale per le politiche culturali. Al fianco del documento, viene annunciato un modo per candidarsi alla gestione di cinque spazi di proprietà del Comune (Exmà, Lazzaretto, Villa Muscas, il Ghetto e il Castello di San Simone): i cittadini e gli operatori culturali si potranno costituire in consorzi o associazioni temporanee di impresa e presentare la loro candidatura in due tempi.

Nella prima fase deve essere presentato un progetto che includa: studio di fattibilità, bozza di convenzione, piano economico finanziario asseverato, indicazione dei criteri di aggiudicazione dell’offerta. Nella seconda fase è il progetto selezionato ad essere messo a bando, con punteggi diversi assegnati a chi ha elaborato la prima proposta. Read More

 
 
 
 
 
 

La voce di Ugo Mattei

di Virginia Fiume

I Robin Hood della cultura

#Benecomune in inglese si dice #commons. Per lui valgono solo le regole della #cittadinanzattiva. Né #pubblico né #privato.

La prima volta che l’espressione è entrata con forza nel lessico politico italiano il contesto era apartitico: la campagna di raccolta firme dei referendum Acqua bene comune, con un riferimento che guardava al 2003, anno del Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua a Firenze.   Da lì bene comune è diventato aggettivo omni-comprensivo: è nata la campagna internet bene comune, alcune città sono state dichiarate bene comune, la Palestina è diventata bene comune e con l’occupazione del Teatro Valle di Roma il discorso si è allargato alla cultura. Giunti a un tale livello di diffusione mancavano solo i partiti. Nell’estate 2012 il PD ha elaborato la carta di intenti Italia Bene Comune e il PDL il Manifesto per il bene comune. Read More

 
 
 
 
 
 

user generated culture

by Ankit Khandelwal*

A brief history of loyalty

@jntribolo, starting from Romans: to what extent loyalty conditions #wars, #nationalism and self-sacrifice? Can we speak about #commons?

The word loyalty encapsulates a variety of meanings rooted in different generations, religions and human experiences. As a concept, it has been responsible for setting up empires, having  shaped gigantic monuments, sparked war and, sometimes, even threatening the existence of Mankind.

The Ancient Romans can be considered fore-runners in architectural developments. In the year 55 B.C. Julius Caesar was on the Rhine River, on the border with Germania. He wanted to become the first Roman General to lead his army in the conquest of Germania. Though it was possible to cross the natural barrier constituted by the Rhine River using boats, Caesar preferred to show off the strength of his Empire. He ordered his 40,000 soldiers to build a bridge. The bridge was ready in only 10 days, and it is still an example of what 40,000 loyal people can do in handful of days. Without even questioning their leader, soldiers destroyed the same bridge after 3 weeks on their way back to Rome. A loyal soldier never questions his leader, he just does what he has been asked to. The bridge is still considered a marvel in engineering. Nowadays someone affirms that it would be almost impossible to build something similar in 10 days. Read More

 
 
 
 
 
 

indovina chi viene a cena

di Virginia Fiume

Proprietà privata tra mito e realtà

Artisti e operatori culturali nella #Romania post-socialista. La Fabrica de Pensule di #Cluj, confine estremo dell’#UE

“Una mattina del 2009 mi chiama Radu, scendo in strada e lo trovo che mi indica un edificio: <Ho affittato lì lo spazio per il mio studio>“.  Il primo giorno della Fabrica de Pensule, spazio industriale che oggi ospita in 2500 m² 40 studi d’artista, 5 gallerie di arte contemporanea e 10 organizzazioni culturali.

Sembra di vederli, Istvan Szakats, presidente di AltArt, organizzazione focalizzata su arti performative e  media digitali, e Radu Comşa, pittore della Sabot Gallery, mentre guardano l’edificio in disuso, in una strada di Cluj – Transilvania, Romania. Cluj, città dove un terzo dei 330.000 abitanti, è costituito da studenti universitari.

“In due mesi abbiamo radunato le risorse per affittare l’intero edificio” prosegue Istvan. “Pagare l’affitto è il sacro obbligo di ogni membro della federazione. Gallerie e artisti vivono grazie al mercato dell’arte, le organizzazioni fanno maggiore ricorso a progetti. Quando, come federazione, partecipiamo a bandi più consistenti non lo facciamo per le produzioni, ma per la formazione, lo sviluppo delle competenze…Siamo una federazione perché si trattava dell’unico modello, nel sistema normativo rumeno, che ci avrebbe permesso di unire singoli individui e organizzazioni. La Fabrica in sé non organizza eventi. Condividiamo valori, ma il programma artistico è appannaggio di ogni membro”.  Read More

 
 
 
 
 
 

scappatelle extra-culturali

Francesco Pagano

Il teatro partecipativo di Kilowatt

#KilowattArt si svolge a luglio a Sansepolcro (AR). Testimonianza da un festival di #teatro che unisce un intero territorio

Il mio primo contatto con il Kilowatt è stato un cartello blu su un muro di Arezzo, “L’energia del nuovo teatro”.

Vedendo l’entusiasmo che pervadeva la città decisi di diventare un visionario, parte del gruppo di volontari non professionisti che ogni anno tra dicembre e maggio contribuisce a organizzare la programmazione. Ogni settimana guardiamo gli spezzoni degli spettacoli spediti dalle compagnie, italiane e straniere. Read More

 
 
 
 
 
 

anti-cartellone

Autunno italiano

@S28Media propone una breve lista di #eventi a #Milano e non solo, a #ottobre e #novembre

  • 4 – 7 ottobre, Pisa
    Internet Festival- Forme di futuro
    Intitolato Ponti digitali ha l’obiettivo di stimolare la riflessione sulle connessioni. Tre aree tematiche: cittadini, imprenditori e cantastorie.
    www.internetfestival.it
  • 5-7 ottobre, Reggio Emilia
    Stati Generali della Bicicletta
    Un incontro aperto per elaborare una Carta di impegni per le città, azioni semplici e concrete per la mobilità.
    www.salvaiciclisti.it
  • 5-7 ottobre, Ferrara
    Festival di Internazionale
    Molti lo conoscono per l’oroscopo del giovedì, qualcuno per lo slogan “ogni settimana il meglio dei giornali di tutto il mondo”. Il programma è transnazionale.
  • 23 ottobre, Milano
    Incontro e lettura con Volker Braun
    Poeta, scrittore, sceneggiatore, l’autore tedesco si muove tra marxismo e socialismo, tra Europa dell’est e Europa dell’Ovest. Al Goethe-Institut in Via San Paolo 10
    Goethe-Institut
  • Novembre, Firenze (date da definire)
    Una rottura democratica per l’Europa
    A dieci anni dal primo European Social Forum di Firenze alcuni movimenti della società civile convocano l’Assemblea dei cittadini europei. L’obiettivo? Proporre un nuovo modello per l’Europa.
    www.euroalter.com
 
 
 
 
 
 

Stelle Bastarde

di Claudio Sabelli Fioretti

Stelle Bastarde

L’astrologia è una scienza esatta, mica come la chimica o la fisica. Allora perchè la vita fa schifo e gli oroscopi sono stupendi? (il dubbio nutre l’anima). L’ho scritto in un libro fondamentale: gli astri dicono la verità perché la verità è rivoluzionaria (la politica è inevitabile). Gli uomini (e le donne) dicono le bugie, per squallide storie di interessi (sempre le solite storie).

  • #Bilancia 23 settembre – 22 ottobre
    La notizia buona: i prossimi due mesi saranno meglio degli scorsi due mesi. La notizia cattiva: ricordate che schifezza gli scorsi due mesi?
  • #Scorpione 23 ottobre – 22 novembre
    Ho da dirvi una cosa che vi dispiacerà. Pensavate di avere la balanopostite circinata di Reiter. Niente da fare. È solo herpes genitale.
  • #Sagittario 23 novembre – 21 dicembre
    È vero, siete precari. Però non siete senza lavoro. Vedetela così. È la versione forneriana del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
  • #Capricorno 22 dicembre – 20 gennaio
    Farete l’amore con una donna molto molto brutta (versione per uomo). Farete l’amore con un uomo molto deficiente (versione per donna).
  • #Acquario 21 gennaio – 19 febbraio
    Dopo una dura giornata di lavoro andrete a letto e sognerete di fare sesso con Giovanardi. Attenzione, fare sesso con Giovanardi è contro natura.
  • #Pesci 20 febbraio – 20 marzo
    Siete convinti che esista la reincarnazione. Avete ragione. Questa non è la vostra prima vita. Prima eravate Gianni e Pinotto.
  • #Ariete 21 marzo – 20 aprile
    Per uno che è del segno di D’Alema e di Hitler, la presunzione è obbligatoria. Ma politicamente vi andrà peggio che a Berlusconi.
  • #Toro 21 aprile – 20 maggio
    Sei noioso. E nei prossimi due mesi non ti succederà niente. Niente di niente. Una vita, la tua, più inutile di quella di Domenico Scilipoti.us quis sed.
  • #Gemelli 21 maggio-21 giugno
    Capirete in questi mesi perché nessuno vi crede mai. Ma io ve lo posso anticipare: siete dei voltagabbana. Ascendente Capezzone.
  • #Cancro 22 giugno – 22 luglio
    Siete dello stesso segno di Beppe Grillo. Ma nessuno dice di voi che siete l’antipolitica. Siete veramente sicuri di essere Cancro?
  • #Leone 23 luglio – 23 agosto
    Tracotanti come siete andate dicendo in giro che le vostre frequenti eiaculazioni precoci sono simbolo di potenza sessuale. Credetemi, non è vero.
  • #Vergine 24 agosto – 22 settembre
    Un nuovo amore porterà disordine e confusione nella vostra vita precisina. Preferirete lasciarlo e tornare alle vostre marmellatine zen.
 
 
 
 
 
 

Storie di ordinaria creatività

@DesignMepuntoit racconta l’#Italia dei #creativi. E inizia da se stesso: come si crea una #startup?

In principio fu il nome. Design. No, Design Me. Meglio. DisegnaMi, cioè descriviMi, cioè raccontaMi. Insomma, parlo di me. Sì, poteva andare. Poi fu la volta del logo. Bello, bellissimo, ma va registrato, chiaro. E allora vai di burocrazia, di telematica incompetenza, di Comunicazioni- Inizio- Attività da inviare tramite PEC che, sì, è attiva, ma non può inviare mail. E poi, gli investimenti, speranzosamente così chiamati perché dovranno portare guadagni.

Il terzo giorno fu il portale: www.design-me.it. Il progetto doveva posarsi su una pietra, e quella pietra avrebbe dovuto essere un portale accattivante, ricco, colorato. Read More

dance me

di Il Juice

Danceme: al via la seconda edizione

#performingarts e #newmedia si intrecciano in #danceme, il progetto di Perypezye Urbane. Qui tutti gli aggiornamenti. E altro.

Contro un’identità artistica che sempre più spesso cerca se stessa nelle forme più chiassose ed appariscenti, il progetto Danceme è luogo immateriale condiviso, che prende vita grazie alle connessioni, coinvolgendo il fruitore in un percorso di sperimentazioni estetiche, sollecitazioni di pensiero.

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La bicicletta è politica

Intervista all’autore del libro dedicato al movimento #salvaiciclisti – video format realizzato in collaborazione con @chiarelettere

Pietro Pani, dicci chi sei e perché hai scritto questo libro

Il mio nome vero non ha importanza, Pietro Pani è uno pseudonimo, l’italianizzazione di Peter Pan, il bambino che non voleva crescere,  esattamente quello di cui ha bisogno la nostra Italia, sempre più vecchia e sempre più bisognosa di cambiamenti. Solo se si conserva uno spirito giovane si può cambiare la realtà.

Si sente spesso dire che “in Olanda si usa la bici per via di un radicamento culturale che in Italia manca”. Perché è un luogo comune? Read More

 
 
 

Ci vediamo al prossimo numero

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