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di Francesca Lissoni

Armi, un affare di Stato

Intervista a Michele Sasso, coautore del libro armi, un affare di stato – video format in collaborazione con @chiarelettere – non perderti il video!

Il mercato delle armi è libero e regolamentato? Nel libro è definito come “monopsonio”, cosa significa?

Il mercato delle armi convenzionali è quanto di meno regolamentato possa esistere. C’è più controllo alle dogane per il commercio dei vestiti o dei prodotti alimentari che per i lanciagranate e i fucili AK-47. È definibile monopsonio in quanto è un mercato in cui c’è una pluralità di venditori per un unico compratore. Il solo Pentagono mette sul piatto circa 400 miliardi di dollari all’anno di acquisti in sistemi e materiali vari e lo stesso vale per i Ministeri della Difesa di tutti i Paesi.

I mass media informano adeguatamente sul tema? Voi autori avete subito censure nella stesura del libro?

Diciamo che i media si soffermano sugli aspetti sensazionalistici: i grandi sequestri o le inchieste che toccano la casta, ma esiste un mondo non raccontato che mette in relazione, ad esempio, l’azienda varesina di elicotteri Agusta Westland con la repressione dei curdi in Turchia: gli elicotteri arrivano proprio da Agusta. Come autori non abbiamo subito alcun tipo di censura, ci hanno chiesto soltanto un’attenta e puntuale ricostruzione dei fatti narrati.

Le dinamiche del mercato delle armi riguardano anche i singoli cittadini? 

Riguardano anche i singoli cittadini quando nel proprio territorio viene deciso di produrre aerei da guerra con la scusa del ritorno in termini di posti di lavoro e tecnologia. Come nel caso che ho raccontato su L’Espresso.

Il libro: D.Facchini, M. Sasso,, F.Vignarca, Armi. Un affare di stato, Chiarelettere, 2012

One thought on “Armi, un affare di Stato

  1. L´índustria delle arme appartiene ai grandi interesi capitalisti al mondo, la loro fortuna é stata fata sopra millioni e millioni di morti inocenti, é inaccettabile!

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